Costruzione della BAITA del Gruppo Alpini Civezzano PREAMBOLO - Gruppo Alpini Civezzano

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Costruzione della BAITA del Gruppo Alpini Civezzano PREAMBOLO

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COSTRUZIONE "BAITA DEGLI ALPINI"



PREAMBOLO

Ho avuto il gradito incarico di scrivere - a futura memoria - alcune tappe importanti per la vita del Gruppo Alpini di Civezzano e per la stessa intera comunità. Non è nel nostro stile proclamare gesta eroiche di singoli o collettive, ma soltanto esaltare il lavoro tenace e silenzioso di questi generosi operatori volontari alpini ed amici degli alpini.
Fa veramente piacere sapere che in questo mondo disunito e poco socievole, esistono ancora gruppi di persone animate da spirito di servizio verso la comunità, specialmente quella sofferente.
Per nostra fortuna e per la speranza dell' avvenire di questi cirenei ne esistono molti nella nostra terra trentina.
Certamente uno di questi è senza dubbio il Gruppo Alpini di Civezzano che nella sua lunga vita ha saputo in tutta umiltà mettersi sempre al servizio non solo della propria gente ma anche, e spesse volte, di quella nazionale nei momenti di bisogno.
Elencare le opere prestate volontariamente dentro e fuori le mura del paese, comporterebbe un lavoro lunghissimo, perciò mi limiterò a nominare alcuni luoghi dove gli alpini e gli amici del gruppo hanno prestato la loro opera.
Da sempre collaborano con la Parrocchia per tutte quelle opere di manutenzione dei beni della stessa (vedi oratorio, cappelle).
Molto importante è l'organizzazione della sagra del paese, per la gioia di grandi e piccini la manifestazione carnevalesca.
Se non ci fossero gli alpini, questo senza presunzione, a prendersi l'onere di allestirle e gestirle, queste due manifestazioni sarebbero destinate a scomparire.
In occasione del terremoto in Friuli nel 1976, il Capogruppo Cav. Casagrande, organizzò per lungo tempo l'invio di squadre di lavoratori e moltissimo materiale per la costruzione di case per la gente di Buia, meritandosi la stima e l'apprezzamento non solo degli alpini locali ma anche dell'intera popolazione, riconoscente per il grande lavoro fatto a totale beneficio della stessa. Quando la Sezione di Trento decide di onorare la memoria del suo carissimo cappellano Don Onorio con la ricostruzione di un vecchio edificio, da mettere poi ha disposizione dei "villaggi SOS", gli alpini del gruppo furono sempre presenti fino al termine dei lavori; da ricordare che molti passarono sul cantiere le loro ferie.
Dopo il terremoto in Irpinia nel 1981, gli alpini di Civezzano vennero espressamente invitati a recarsi in quel di Balvano per ricostruire una casa sociale.
Neppure la grande distanza impedì a questi intrepidi volontari di mettersi al lavoro e portarlo a termine. Recentemente a causa della terribile alluvione che ha sconvolto il Piemonte, gli alpini con altre unità volontaristiche del paese (Vigili del Fuoco Volontari, SAT) si recarono a Ceva per rimettere a nuovo il "circolo degli anziani" devastato dalle acque.
In una seduta del Consiglio Direttivo, il Cav. Casagrande ed i suoi consiglieri si sono posti una domanda:
"È mai possibile che noi abbiamo contribuito in maniera determinante a costruire case per gli altri, e siamo ancora senza una sede dignitosa all'altezza di ospitare il gruppo ed il moltissimo materiale accumulato in questi anni di lavoro?"
Questa idea venne portata all'esame dell'Assemblea annuale, la quale dopo ampia ed animata discussione, non solo diede parere favorevole, ma incaricò la Direzione ad approntare delle soluzioni idonee.
L'infaticabile Capogruppo Cav. Casagrande con la tenacia che lo distingue, si mise subito al lavoro studiando alcune concrete possibilità di esecuzione del mandato avuto.
Non fu un'impresa facile, innumerevoli furono gli ostacoli e le difficoltà incontrate sia di ordine tecnico che finanziario.
Molte furono anche le proposte dei suoi collaboratori: chi proponeva la ricostruzione di un vecchio edificio, chi avanzava l'idea della ristrutturazione di una "baracca" su un terreno messo a disposizione dall'Amministrazione Comunale. Venne fatta regolare richiesta al Comune, il quale era ben disposto in linea di massima, ad agevolare questa iniziativa, pur riconoscendo le enormi difficoltà burocratiche che avrebbe incontrato a causa del piano regolatore e delle varie licenze edilizie.
Nel frattempo il solerte capogruppo era riuscito a recuperare anche la "baracca" ancora in buone condizioni, che era servita come alloggio di fortuna ai terremotati del Friuli.
Intanto il tempo passava inesorabile senza nessuna possibile soluzione che potesse soddisfare la ferma volontà di arrivare alla meta fissata.
Finalmente la schiarita per avere l'agognata sede si presentò come un fulmine a ciel sereno.
Il Comune, il cui Sindaco allora era l'alpino Casagrande Bruno, acquistò un terreno della signora Prada Stefenelli, situato a sud del paese lungo il rio Farinella da mettere a disposizione dell'edilizia abitativa. L'Amministrazione, tenuto conto della pregressa domanda di terreno per la collocazione della "baracca" da parte del Gruppo Alpini di Civezzano, interpellò quest'ultimo sull'intenzione di usufruire di una certa area nella zona suddetta.
Avuta la notizia il Capogruppo convocò il Consiglio Direttivo mettendolo a conoscenza di questa possibilità e chiedendo un parere vincolante.
Il 15 gennaio 1995 alle ore 18 ci fu il primo incontro in Comune con il sindaco, Casagrande Bruno, l'assessore Alessandrini Dario, l'architetto Bonazza e 5 alpini del Comitato Baita per coordinare il contratto del terreno ove costruire la Sede.
Il Consiglio non si lasciò sfuggire l'insperata occasione, diede all'unanimità il suo benestare assicurando inoltre la collaborazione più completa.
Allora la poderosa macchina dell'organizzazione degli alpini si mise in moto con una alacrità degna di lode.
A seguito di domanda al Comune, la Forestale assegnò alcune piante da tagliare sul Montorzano ed il 9 marzo 1996, 12 soci armati di motoseghe, trattori e vericelli abbatterono le piante e anche questa operazione venne portata a termine.


TAGLIO DEL LEGNAME NEI BOSCHI DI MONTORZANO


Nei giorni seguenti i tronchi vennero portati in segheria ed il prodotto risultante (travi, assi, ecc.) accatastato a regola d'arte per la stagionatura.
Nel frattempo si diede incarico ad un Consigliere, il geometra Alvaro Pedrotti, di occuparsi di tutte le pratiche inerenti all'impianto della baracca sul terreno assegnato.



Preparazione del legname per la lavorazione presso la segheria"Bortolamedi"



Come primo passo il geometra si recò negli uffici tecnici del Comprensorio a Pergine, mostrando le mappe della P.F. 356/1 e chiedendo le necessarie licenze edilizie.
Presa visione della zona, il tecnico rivolgendosi al buon Alvaro disse:
"Mi sembra un controsenso in una zona del genere piantare una baracca, sarebbe più consona una costruzione in muratura, una casa, insomma."
Il geometra Pedrotti, avuta conferma della possibilità oggettiva di una autorizzazione edilizia, si mise subito all'opera ed in breve tempo fu nella condizione di presentare i relativi disegni di una bella costruzione che venne chiamata "Baita degli Alpini".
Il relativo progetto venne firmato dal Socio, l'Architetto Bonazza Andrea.
L'iter della pratica, non ebbe vita facile, ma il geometra Pedrotti non si perse d'animo e con la costanza dell'alpino e del professionista, rifece più volte i disegni finchè essi vennero approvati ed il 27 maggio 1996 la concessione edilizia, firmata dal sindaco ing. Vittorino Betti, venne consegnata nelle mani del Capogruppo Cav. Marcello Casagrande .




PRIMO COMITATO "LAVORI BAITA"


Per organizzare meglio le varie fasi della costruzione della nuova sede si è costituito un comitato "Lavori Baita" che teneva informato il direttivo della situazione dei lavori e predisponeva i piani operativi delle varie fasi.
I componenti del primo comitato costituito sono i seguenti:

Casagrande Francesco
Casagrande Marcello
Dallacosta Silvano
Demattè Paolo
Dorigoni Danilo
Facchinelli Claudio
Gadotti Erardo
Leonardi Giuseppe
Pedrotti Alvaro
Tamanini Onorio




 
 
 
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22/08/2017
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